OONI Probe: l’app-detective contro la censura online

Immagina un’app che ti permette di spiare… la censura su internet. Niente paura, non serve essere James Bond per conoscerla: si chiama OONI Probe (Open Observatory of Network Interference) ed è un progetto no-profit che punta tutto su trasparenza e decentralizzazione per scovare chi prova a mettere il bavaglio alla rete.

La libertà di espressione? Beh, diciamo che è un concetto un po’ sfocato, tipo quella foto che hai scattato mentre tremavi con il cellulare. Tra leggi, regimi, filtri, e società che non amano proprio sentirsi criticati, OONI Probe nasce per monitorare chi prova a spegnere qualche voce – e lo fa mettendo il potere nelle mani di chiunque voglia partecipare. E per fortuna è gratis, disponibile su Android, iOS, macOS e Windows, quindi praticamente chiunque può diventare un piccolo agente segreto digitale.

Quando la censura arriva a chiuderti la biblioteca

Da anni ormai non è più possibile, per chi si collega dall’Italia, accedere al progetto Gutenberg, ovvero al sito https://www.gutenberg.org/. Per chi non lo sapesse, questo sito è gestito da un’organizzazione no-profit attiva dal 1971, la Project Gutenberg Literary Archive Foundation (PGLAF). In pratica, è come una biblioteca di quartiere, ma digitale e aperta 24 ore su 24, che mette a disposizione gratuitamente classici della letteratura — insomma, cultura libera per tutti senza biglietti da pagare. Il loro obiettivo è semplice: rendere accessibile la cultura, offrendo libri ormai fuori copyright (secondo la legge americana, cioè tutto ciò che è stato pubblicato prima del 1978). Peccato però che la legge italiana sul copyright preveda la protezione fino a 70 anni dopo la morte dell’autore, creando un cavillo legale che, come spesso accade nel nostro Paese, complica le cose.

E così, quello che doveva essere un santuario della cultura accessibile a tutti, si è trasformato in un terreno di battaglia burocratico. Ma la vicenda non si ferma qui: una denuncia o una segnalazione da parte di un’autorità può innescare la solita reazione a catena. Nel 2020, la Federazione italiana editori giornali ha chiesto all’AGCOM di indagare su presunte violazioni di copyright relative a contenuti condivisi su Telegram. Da qui, è scattato il coinvolgimento della Guardia di Finanza, e il 5 maggio 2020 un giudice ha disposto il “sequestro preventivo mediante oscuramento” di alcuni canali Telegram e siti, tra cui — sorpresa! — proprio il sito di Project Gutenberg. Il decreto è stato inviato a tutti gli ISP italiani, che hanno dovuto bloccare l’accesso a quei contenuti, creando così un problema culturale e tecnico che ancora oggi non è del tutto risolto.

Ma la chicca finale — e qui si tocca il paradosso tutto italiano — è la totale mancanza di trasparenza verso l’utente: invece di un messaggio chiaro che dica “Spiacenti, questo sito è bloccato per motivi legali”, si riceve un generico errore di connessione o di pagina, come se il sito fosse semplicemente offline o il nostro modem avesse deciso di prendersi una pausa caffè. Insomma, il classico “qualcosa non funziona” che lascia l’utente nel dubbio e nella confusione, senza capire se la colpa sia del proprio router, del server o della fantomatica censura. Una trasparenza che brilla per la sua assenza, un po’ come cercare un buon libro in una biblioteca chiusa a chiave.

Cosa fa OONI Probe in tutto questo?

Semplice: ti aiuta a capire come e quanto il tuo ISP ti sta prendendo in giro. Quando provi ad aprire Project Gutenberg dall’Italia, il sito non si apre e l’errore che ricevi è un classico: “eh, può darsi che il sito sia giù, o che il tuo firewall stia facendo il capriccioso, o magari è colpa tua che non hai riavviato il modem”. Insomma, una bella menzogna mascherata da guasto tecnico.

Ma se provi da fuori Italia, tutto funziona. Magia? No, solo censura fatta bene… o male, a seconda dei punti di vista.

Per chi vuole approfondire, OONI ha messo su una pagina con tutte le misurazioni, grafici e dettagli: https://ooni.org/post/2021-italy-blocks-gutenberg-book-publishing-website/.

Come si usa OONI Probe?

OONI Probe ha un’interfaccia essenziale, quasi minimalista. Chi la usa per la prima volta potrebbe pensare: “Ok, e adesso, che faccio?”. Basta cliccare su Run per far partire tutti i test disponibili e scoprire cosa succede dietro le quinte. È come avere un investigatore digitale che scova la censura senza disturbarti troppo.

Se invece ti senti curioso e vuoi giocare allo scienziato, puoi scegliere di testare singoli siti andando su Websites, cliccare su Choose websites e inserire gli indirizzi che ti interessano (magari proprio Project Gutenberg, per vedere se ti lasciano entrare o no).

Vuoi controllare se i tuoi amici di WhatsApp o Telegram sono censurati? C’è la sezione Instant Messaging per scoprire se questi servizi sono bloccati nella tua zona.

E se ti senti un po’ furbo, c’è la sezione Circumvention, che ti propone VPN, TOR e altri strumenti per aggirare i blocchi. Ma occhio, a volte spegnere la VPN risolve più problemi di quanti ne crei accendendola!

Infine, Experimental è la zona dei test in fase beta, dove si sperimentano nuove idee e funzioni: un po’ come il laboratorio segreto della censura.

Come aggirare i blocchi?

Nella sezione Circumvention (tradotto: “come faccio a fregare il blocco senza sembrare un criminale?”) trovi i classici strumenti come VPN e TOR. A te o a qualcuno che conosci, sicuramente, sarà capitato di non riuscire ad aprire un sito con VPN attiva e, spegnendola, tutto magicamente funziona.

Perché dovresti usare OONI Probe?

Da soli magari può sembrare un giocattolo da geek, ma considerato a livello collettivo diventa una super spia digitale che aiuta a mappare dove, come e perché la censura si annida. I dati raccolti sono pubblici e aiutano attivisti, giornalisti e cittadini a capire cosa succede davvero nel proprio Paese e nel mondo.

Ad esempio, nel 2021 OONI ha pubblicato un report sul blocco di siti LGBTIQ, in Paesi come Indonesia, Iran, Malesia, Russia e Arabia Saudita, dove si analizzano le tecniche di censura, i colpevoli e come le comunità si stanno organizzando per resistere.

Conclusione: OONI Probe, il radar contro il bavaglio digitale

Insomma, OONI Probe non è solo un’app: è un megafono per chi vuole capire, denunciare e combattere la censura digitale. Se vuoi sapere cosa ti stanno nascondendo e come ti stanno bloccando, questo è lo strumento giusto. E se ti va, puoi anche sentirti un po’ un agente segreto… almeno finché non ti chiedono di scrivere un report dettagliato.

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